Chirurgia mini-invasiva Laparoscopica-Toracoscopica

Che cos’è la Chirurgia mini-invasiva Laparoscopica-Toracoscopica?

La chirurgia laparoscopica e toracoscopica è una tecnica mini-invasiva che permette di effettuare interventi chirurgici, anche complessi, sull’addome e sul torace, grazie a piccole incisioni cutanee. È una tecnica sicura e applicabile a numerose patologie di interesse chirurgico, fornendo brillanti risultati post operatori.
Con la laparoscopia si trattano le patologie addominali, mentre con la toracoscopia quelle del torace.

Come si svolge?

Per poter effettuare l’intervento laparoscopico bisogna creare una distensione della cavità addominale che permetta il movimento degli strumenti; questo è ottenuto mediante l’inserimento di un ago (Ago di Veress) nella parete addominale che insuffla nella cavità peritoneale anidride carbonica (pneumoperitoneo) generando una distensione della parete stessa. Vengono poi inserite delle cannule (Trocar) in visione diretta grazie a un’ottica, munite di una valvola per non perdere lo pneumoperitoneo; si posizionano generalmente almeno 3 trocar per poter inserire la l’ottica laparoscopica collegata alla telecamera e i due strumenti operatori. Il numero di accessi può variare in base alla tipologia di intervento da effettuare. Gli strumenti utilizzati sono le pinze da presa, dissettori a radiofrequenza o a ultrasuoni, portaghi per le suture interne, posaclip per la chiusura dei vasi, suturatrici meccaniche per le anastomosi viscerali. Tali manipoli vengono direttamente gestiti e manipolati dal chirurgo operatore che guarda direttamente in un monitor.

Per quanto concerne la toracoscopia valgono i medesimi principi esposti per la laparoscopia. L’unica differenza è che non è necessaria la creazione dello pneumoperitoneo, infatti la cavità toracica è una struttura rigida e dopo l’esclusione del polmone dalla ventilazione si crea lo spazio sufficiente per poter eseguire l’intervento.

Quali sono i vantaggi o gli svantaggi?

I vantaggi per il paziente sono una drastica riduzione della sintomatologia dolorosa, la conservazione dell’integrità funzionale ed estetica per l’assenza delle ferite laparotomiche e toracotomiche proprie della chirurgia tradizionale, spesso gravate da complicanze (infezioni, laparoceli o cheloidi), un migliore e più rapido decorso postoperatorio, una rapida ripresa delle funzioni fisiologiche con una conseguente riduzione della degenza ospedaliera. Anche la ripresa dell’attività lavorativa risulta più rapida. Tutto questo a fronte dei medesimi risultati oncologici e funzionali della chirurgia open.

La Chirurgia mini-invasiva Laparoscopica-Toracoscopica è dolorosa o pericolosa?

Il dolore postoperatorio è nettamente ridotto rispetto agli interventi tradizionali sia addominali che toracici. Generalmente gli accessi per i trocar (da 5-10 mm) non generano dolore che può essere invece presente nella sede della minilaparotomia o minitoracotomia di servizio, indispensabile per l’estrazione del pezzo operatorio.

L’intervento non è pericoloso, tuttavia è possibile incorrere in complicanze postoperatorie che possono rendere il decorso più lungo, come accade anche per la chirurgia tradizionale.

Quali pazienti possono essere operati con questa tecnica?

La maggior parte dei pazienti può essere sottoposta a un intervento mini-invasivo: l’età non influenza la scelta dell’approccio mini invasivo, le patologie cardiovascolari non sono di solito una controindicazione assoluta, tuttavia i pazienti devono essere ben preparati prima dell’intervento ed essere attentamente monitorizzati nel corso dell’intervento stesso, specie quelli con patologie associate (ASA III). Controindicazioni alla laparoscopia e toracoscopia sono le gravi patologie della coagulazione, l’insufficienza respiratoria grave, la BPCO severa, le malattie cardiache gravi, l’ipertensione endocranica.

I pregressi interventi chirurgici sull’addome o sul torace sono una controindicazione relativa in quanto la possibilità di trovare aderenze viscerali o con la parete può rendere l’intervento mini-invasivo impossibile, con la necessità di convertirlo a chirurgia tradizionale.

Quali patologie si trattano in laparoscopia e toracoscopia?

Le patologie che possono essere trattate con tecnica laparoscopica sono:

  • l’acalasia esofagea,
  • la malattia da reflusso gastro esofageo e l’ernia iatale
  • le neoplasie dello stomaco
  • la chirurgia della grande obesità
  • l’appendicopatia acuta o cronica
  • la malattia diverticolare
  • le sindromi dolorose da aderenze addominali post chirurgiche.
  • le malattie infiammatorie croniche intestinali (M. di Chron e Rettocolite ulcerosa)
  • la poliposi intestinale
  • le neoplasie del colon e del retto
  • il prolasso rettali e i prolassi multi compartimentali (retto – vaginali)
  • la calcolosi della colecisti e della via biliare principale
  • le neoplasie primitive o secondarie del fegato
  • patologie della milza
  • l’ernia inguinale e crurale
  • il laparocele

La laparoscopia occupa anche un importante spazio per quanto riguarda l’aspetto diagnostico, infatti viene utilizzata nella stadiazione delle malattie oncologiche, anche grazie alla possibilità di effettuare indagini ecografiche di base e con mezzo di contrasto mediante sonda laparoscopica.

Mediante la tecnica toracoscopica (VATS) si possono trattare le seguenti patologie:

  • lo pneumotorace
  • le bolle giganti
  • il versamento pleurico
  • i noduli e le neoplasie polmonari primitive e secondarie
  • l’asportazione di neoformazioni pleuriche e mediastiniche

Inoltre la VATS viene spesso impiegata a scopo diagnostico per eseguire le biopsie polmonari, pleuriche e linfonodali.