Piede e caviglia sono da sempre considerate due strutture distinte ma dal loro reciproco equilibrio dipendono postura e benessere generale del corpo. In presenza di deformità del piede, questo equilibrio si altera, danneggiando la funzione e l’estetica.

«Deformità del piede o delle dita – spiega il dottor Federico Usuelli, responsabile del Unità della caviglia e del piede di Humanitas San Pio X intervistato durante la diretta Facebook –, ovvero alluce valgo o alluce rigido, impattano sulla postura perché il piede appoggia in modo anomalo, come nel caso del piede piatto oppure del piede pronato, cioè un piede piatto che tende a cedere verso l’interno, e causano disequilibri a livello delle dita che possono favorire proprio la formazione dell’alluce valgo, specie nelle donne che in famiglia hanno mamma o nonne con alluce valgo. Spaziatori o plantari possono aiutare a ridurre il dolore e l’infiammazione, o fare in modo che la deformità abbia una evoluzione più lenta, ma non certo curare, cioè raddrizzare l’alluce valgo, e neppure evitarlo in caso di predisposizione genetica. La correzione chirurgica, che tiene in considerazione anche l’anatomia del piede ed eventuali altre deformità che possono causare l’alluce valgo, oltre a ripristinare l’equilibrio funzionale e l’estetica del piede, aiuta anche ad evitare recidive, ovvero la ricomparsa del problema».

Piede e caviglia, dal loro equilibrio dipendono postura e benessere

Se l’alluce valgo è la principale causa di chirurgia del piede nella donna, pur non risparmiando neppure gli uomini, l’alluce rigido è invece più frequente nei maschi rispetto alle femmine. «Sebbene alluce valgo e alluce rigido non abbiano le stesse cause e abbiano un’incidenza diversa tra maschi e femmine – continua l’esperto –, tuttavia impattano nello stesso modo la postura e l’equilibrio della struttura piede-caviglia. La valutazione con lo specialista è importante, specie perché capita che alcune pazienti pensino di avere l’alluce valgo e invece si tratta di alluce rigido. La differenza è nella sede la cipolla: se si trova all’interno del piede e l’alluce è molto deviato, di tratta di alluce valgo, mentre nella gran parte degli alluci rigidi, la cipolla è posta sopra l’alluce, in posizione dorsale, e la deformità dell’alluce non è così accentuata. In genere, per l’alluce valgo si inizia a considerare l’opzione chirurgica quando compaiono dolore, arrossamento cutaneo, limitazione funzionale e limitazione nell’uso delle scarpe dovuta alla “cipolla” e alla deviazione più o meno accentuata dell’alluce. È evidente che quando compare l’alluce valgo c’è sempre anche una componente estetica che, spesso, porta le pazienti a richiedere l’intervento correttivo anche in assenza di dolore. Io ritengo che la correzione chirurgica dell’alluce valgo debba mantenersi come una chirurgia funzionale, quindi debba migliorare la funzione. Tuttavia, è anche vero che accanto alla funzione va tenuta in considerazione l’estetica che, soprattutto per una donna, è importante. Infatti, il risultato della chirurgia correttiva deve avere per la paziente, sia un beneficio funzionale che estetico, con recupero rapido e ridotte cicatrici, e che permetta di tornare il prima possibile a usare le scarpe desiderate. Questi benefici si ottengono con la chirurgia mininvasiva più moderna, il più delle volte in chirurgia percutanea, che permette di allineare l’alluce e associare dei piccoli elementi inseriti nell’alluce per stabilizzare la correzione e abbattere il rischio di recidiva. Per quanto riguarda l’alluce rigido, invece, esistono tecniche mininvasive che si possono utilizzare nella fase iniziale, ma non nelle fasi avanzate. È per questo che è importante andare dallo specialista per una valutazione diagnostica alla prima comparsa dei sintomi».