Le stagioni di transizione, come l’autunno e la primavera, sono spesso caratterizzati da sbalzi termici che espongono al rischio di disturbi da raffreddamento. Questi possono essere limitati o prevenuti con scelte alimentari consapevoli, anche nei più piccoli. Ne parliamo con la dottoressa Katia Naibo, biologa nutrizionista in Humanitas San Pio X.

“Sono sempre di più i bambini che già in età prescolare presentano un’agenda fitta di impegni, con attività ludico-motorie che li impegnano oltre l’orario di scuola; questo richiede loro un dispendio di energie notevole, difficile da gestire se l’organismo non è ben strutturato e sostenuto.

È dunque fondamentale che l’alimentazione dei bambini sia bilanciata, adeguata alla loro altezza, al loro peso e alle loro necessità e in questo senso è importante confrontarsi con il pediatra, anche per accertarsi che le scelte alimentari familiari non incrementino il rischio di obesità infantile”, sottolinea la dottoressa Naibo.

L’importanza di mangiare bene tutto l’anno

“Mangiare bene tutto l’anno consente di arrivare più preparati ad affrontare i cambi di stagione, riducendo le possibilità di ammalarsi o limitando la forza dei disturbi, sia in termini di sintomi sia in termini di durata. Un aspetto importante non solo per la salute dei bambini, ma anche per la gestione familiare: sappiamo infatti quanto possa gravare sull’organizzazione delle famiglie un bambino che si ammala e che per alcuni giorni non può andare all’asilo nido o alla scuola dell’infanzia.

Mangiare bene tutto l’anno significa, oltre a bere molta acqua, non far mai mancare a tavola frutta e verdura di stagione”, spiega la specialista.

Frutta e verdura

“In autunno, via libera per esempio alle mele e alle pere: due frutti che presentano diverse varietà, tutte da provare, per scoprirne i diversi colori e sapori e le differenti consistenze. Le mele, per esempio, possono essere date anche ai lattanti già dall’inizio dello svezzamento. Protagonisti della tavola autunnale anche i kiwi, gli agrumi, l’uva, il melograno, i cachi, le castagne e la frutta secca. Quest’ultima in particolare è ricca di acidi grassi omega 3 (contenuti anche nel pesce azzurro e nel salmone), fondamentali perché proteggono e stimolano l’autoimmunità.

La frutta, che garantisce un ottimo apporto di vitamine (A, C ed E) e sali minerali, è ideale a metà mattina, come merenda, ma anche di pomeriggio, magari tagliata a pezzetti in uno yogurt.

Con l’abbassarsi delle temperature aumenta il piacere di consumare piatti caldi. È il momento ideale per proporre zuppe, minestre e vellutate, magari arricchite di cereali e legumi e condite con un filo di olio extravergine di oliva. Ricche di micronutrienti importantissimi sono anche le zucche e le crucifere come broccoli, cavoli, cavolfiori, verza.”, consiglia la dottoressa.

Pazienza, organizzazione e fantasia

“Alcuni bambini fanno fatica a mangiare le verdure, in questi casi ci vuole pazienza e occorre provare a riproporre le verdure non gradite, a distanza di tempo, magari cucinate in modo diverso. Le verdure sono molto versatili e possiamo davvero giocare con la fantasia, sperimentando ricette nuove, consistenza diverse e perché no, anche forme. A volte è sufficiente, per i bambini, vedere una forma nuova per essere invogliati ad assaggiare.

Un altro suggerimento è quello di coinvolgere i bambini in cucina, magari nel weekend, quando si è più tranquilli: i bambini amano stare in cucina e fare qualcosa con mamma e papà; a questo si aggiunge la soddisfazione e l’orgoglio di preparare qualcosa con le proprie mani, un motore che può spingere ad assaggiare piatti nuovi.

Ci vogliano certamente organizzazione e impegno da parte dei genitori, che devono ricordare di essere un buon esempio a tavola per i propri figli: i bambini imparano da noi, osservando ciò che facciamo e anche ciò che mangiamo”, ricorda la dottoressa Naibo.