L’obesità patologica ha conosciuto negli ultimi anni un aumento significativo nella popolazione italiana: si ritiene che in Italia vivano circa 600.000 grandi obesi con un indice di massa corporea (BMI) superiore a 40, e circa 5 milioni di persone affette da obesità con BMI maggiore di 30.

Parallelamente all’aumento dell’incidenza dell’obesità è aumentato il ricorso agli interventi chirurgici bariatrici e i tre interventi più frequentemente utilizzati sono la sleeve gastrectomy, il bypass gastrico e il bendaggio gastrico.

Il bypass gastrico funzionale è l’evoluzione del bypass gastrico tradizionale, come ci spiega il dottor Ezio Lattuada, Responsabile di Chirurgia Bariatrica in Humanitas San Pio X.

Che cos’è il bypass gastrico?

“Il bypass gastrico, realizzato per la prima volta alla fine degli anni ’60 negli Stati Uniti, si basa sull’osservazione empirica di un consistente calo ponderale nei pazienti sottoposti a resezione parziale dello stomaco per ulcera gastrica.

L’intervento consiste nella creazione di una piccola tasca gastrica (del volume di 15-20 millilitri) alla quale viene anastomizzata – cioè abboccata – un‘ansa intestinale. Si ottiene dunque una tasca gastrica, grande quanto una tazzina di caffè, che può quindi contenere solo limitate quantità di cibo; questa imbocca una nuova strada saltando (bypass) lo stomaco, il duodeno e il primo tratto dell’intestino tenue”, spiega lo specialista.

I vantaggi della procedura

“Negli ultimi 15 anni, la possibilità di operare attraverso piccoli accessi con l’utilizzo di telecamere ad alta risoluzione (laparoscopia) ha interessato anche la chirurgia dell’obesità e il bypass gastrico. Numerosi sono i vantaggi della laparoscopia: breve degenza ospedaliera, ridotto dolore postoperatorio, minori complicanze respiratorie, minore complicanze della ferita.

Questa procedura, se condotta in centri specializzati, è sicura e presenta una bassa incidenza di complicanze postoperatorie. L’efficacia a lungo termine, a distanza di anni dall’intervento, è dimostrata da una perdita stabile di circa il 65-70% del peso in eccesso, a cui si accompagna una risoluzione del diabete nell’84% dei pazienti, dell’ipertensione nell’83% e della sindrome da apnee notturne nel 95%”, spiega il dottor Lattuada.

Perché avviene il calo ponderale dopo bypass gastrico?

Il meccanismo responsabile del calo ponderale dopo il bypass gastrico non è ancora completamente noto, ma verosimilmente è dovuto a:

  • una riduzione dell’introito alimentare (effetto restrittivo), principale responsabile del calo ponderale nei primi sei mesi dopo l’intervento;
  • un precoce senso di sazietà, pur introducendo una modesta quantità di cibo;
  • una riduzione dell’appetito per effetto delle variazioni di alcuni ormoni e per l’arrivo diretto del cibo dopo la masticazione nell’intestino;
  • un possibile “discomfort” (sindrome post-prandiale o dumping syndrome) che può insorgere dopo i pasti soprattutto con carboidrati semplici e che porta il paziente a limitarsi nella quantità;
  • un parziale “malassorbimento” dei grassi, che può verificarsi quando l’intestino bypassato supera i 200 centimetri. Sebbene la tecnica standard non induca un “malassorbimento” delle proteine e/o diarrea, quando la porzione di intestino bypassato è ampia si può verificare una carenza nell’assorbimento di alcune vitamine, sali minerali, calcio e ferro. Questo comporta la necessità di assumere quotidianamente complessi multivitaminici, calcio e ferro.

L’introduzione del bypass gastrico funzionale

“Il bypass gastrico tradizionale, pur essendo una procedura chirurgica codificata nelle fasi essenziali, presenta alcune alternative o varianti, che sono state introdotte per ridurre o eliminare possibili fallimenti, complicanze e sequele dell’intervento.

È il caso del bypass gastrico funzionale, tecnica introdotta nel 2002, che consente di non isolare completamente la tasca gastrica superiore dalla parte inferiore dello stomaco, ma di lasciare un piccolo passaggio calibrato da una benderella in Goretex.

L’intervento tradizionale infatti, prevede l’interruzione completa della continuità dello stomaco, vietando di fatto di studiare, qualora necessario, con una gastroscopia o con indagini radiologiche comuni lo stomaco, il duodeno e il coledoco (condotto che consente il transito della bile nel duodeno)”, precisa il dottor Lattuada.

I vantaggi del bypass gastrico funzionale

“Con un follow-up di ormai 15 anni e risultati in termini di perdita di peso sovrapponibili al bypass gastrico tradizionale, la tecnica è stata adottata in molti Centri italiani ed è eseguita anche in laparoscopia.

La tecnica del bypass gastrico funzionale trova particolare indicazione in soggetti obesi giovani, candidati a chirurgia bariatrica, nei quali l’esclusione della parte inferiore dello stomaco, del duodeno e delle vie biliari dalle indagini radiologiche ed endoscopiche routinarie li espone a un aumento del rischio di complicazioni tardive, a distanza dall’operazione. La tecnica del bypass gastrico funzionale trova poi indicazione precisa in soggetti con familiarità per patologie maggiori del tratto gastro-duodenale e delle vie biliari”, ha concluso il dottor Lattuada.