Nel pieno dell’emergenza da coronavirus, i numeri scorrono continuamente per aggiornarci sul numero dei contagiati, dei malati che hanno bisogno di assistenza in ospedale o in terapia intensiva, e dei guariti. Ci sono anche altri numeri, quelli di chi assiste e cura i malati di CODIV-19, in ospedale o al domicilio, ma anche di chi continua a prendersi cura dei malati cronici a casa. Non solo operatori sanitari, medici, infermieri, ma anche familiari che in questi giorni supportano con il loro aiuto, il nostro sistema sanitario focalizzato sull’emergenza. A loro dedichiamo i consigli del professor Giampaolo Perna, responsabile del Centro per i disturbi d’ansia e di panico di Humanitas San Pio X.

E’ sotto gli occhi di tutti: agli operatori sanitari è affidata la prima linea nella lotta contro il coronavirus. Tuttavia, le sfide non finiscono qui. «Tra le preoccupazioni per la salute di se stessi e della propria famiglia, della comunità in cui vivono e lavorano, e dei pazienti da seguire – dice il prof. Perna -, con una domanda di assistenza in continua crescita specie tra la popolazione più fragile, gli operatori sanitari e i caregiver si trovano a dover combattere su vari fronti. Tra questi anche la gestione dell’ansia e della cattiva (e scorretta) informazione, o dall’eccessiva esposizione all’informazione (“infodemia”) che può indurre ansia e panico. L’operatore sanitario ha quindi anche il compito di correggere la disinformazione, portando l’esempio e i dati ufficiali, spiegando quali sono le misure corrette di prevenzione del contagio, come lavarsi spesso le mani, e perché indossare la mascherina quando si assiste una persona malata, o si ha tosse o raffreddore. Infatti, durante un’epidemia, l’informazione accurata ha un ruolo cruciale nel controllo dell’infezione, nel ridurre la sua diffusione e nella gestione della paura e dell’incertezza. Sapere cosa fare, aiuta le persone a sentirsi rassicurate e protette, e favorisce comportamenti virtuosi».

Operatori sanitari e caregiver: aiutatevi ad aiutare

Lo stress è una reazione normale in una situazione di emergenza sanitaria da infezione virale. Per anticipare i sintomi dello stress in voi stessi, nella vostra famiglia e nei pazienti che seguite è importante adottare misure per ridurre al minimo e gestire lo stress:

Mantenere la normale routine

Trovare il tempo per partecipare ad attività piacevoli

Concentrarsi sugli aspetti positivi della propria vita e sulle cose che si possono controllare

Cercare il sostegno di amici e familiari

Impegnarsi in tecniche di riduzione dello stress e attività fisica

Soddisfare le proprie esigenze di base come mangiare, idratarsi e dormire regolarmente e a sufficienza, per ottimizzare la vostra capacità di prendervi cura di voi stessi e degli altri

Fare delle pause

Rimanete in contatto con colleghi, famiglia, amici, perché aiuta a ridurre il senso di isolamento 

Rimanete aggiornati e affidatevi a fonti di informazione affidabili

Partecipate alle riunioni di lavoro usando i mezzi digitali, in cui vengono fornite informazioni pertinenti e aggiornate

Esercitate l’autocontrollo e se avete la sensazione di un aumento dello stress, non esitate a parlarne con un membro della famiglia, un amico, un collega o un supervisore, se necessario.

Ricordate a voi stessi (e agli altri) il lavoro importante che state svolgendo e dite parole di riconoscimento ai colleghi per il loro servizio ogni qual volta possibile