In Italia circa il 7,1% della popolazione segue una dieta vegetariana; in particolare segue un’alimentazione lacto-ovo-vegetariana il 6,2% degli italiani, mentre lo 0,9% è vegano. Una percentuale che è quasi raddoppiata negli ultimi cinque anni. 

Il “prontuario” degli esperti

Per quanto sia difficile stabilire quanti bambini siano cresciuti seguendo diete vegetariane, è lecito ipotizzare che genitori vegetariani allevino i figli seguendo lo stesso schema alimentare. 

Per questo motivo alcuni membri della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV), hanno stilato una serie di linee guida specifiche per vegetariani di età compresa tra i 6 mesi e i 17 anni.

Lo studio è stato pubblicato dal Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, rivista della società scientifica più influente a livello mondiale nel campo della nutrizione umana. Tra gli autori dell’articolo anche la dottoressa Silvia Goggi, medico specialista in Scienza dell’Alimentazione di Humanitas San Pio X dove, tra gli altri, è attivo anche un ambulatorio Babygreen dedicato proprio alle famiglie vegetariane.

“Veg Plate Junior”: una dieta varia ed equilibrata

La guida “Veg Plate Junior” dimostra come, consumando gli alimenti vegetali di tutti i gruppi – dai cereali, legumi e derivati, fino a frutta fresca e secca, semi oleosi, verdure e oli – nelle quantità suggerite per le diverse fasce d’età, è possibile raggiungere i fabbisogni di tutti i nutrienti.

“Le diete vegetariane equilibrate pianificate con il VPJ, che includono un’ampia varietà di alimenti vegetali e fonti affidabili di vitamina B-12 e vitamina D, sono un’opzione adeguata per bambini, bambini e adolescenti” – si legge nell’articolo “Planning well-balanced vegetarian diets in infants, children and adolescents: the VegPlate Junior” -. Le diete vegetariane, grazie al favorevole contenuto di fibre e sostanze nutritive essenziali, hanno dimostrato di essere protettive contro l’obesità infantile e adolescenziale, così come per le malattie legate all’obesità che possono verificarsi più tardi nella vita. Esporre i bambini a una grande varietà di cibi vegetali può promuovere abitudini alimentari salutari più avanti nella vita”.

In Italia, un bambino su tre è in sovrappeso o obeso; Europa e Stati Uniti mostrano percentuali simili. Dal momento che è riconosciuto che una dieta è tanto più sana, quanto più è ricca di alimenti vegetali: “il Veg Plate può servire come base per pianificare qualsiasi tipo di dieta, anche onnivora”.

Graficamente, il Veg Plate è rappresentato da un piatto, diviso in sei spicchi che corrispondo ai sei gruppi alimentari  vegetali citati (cereali, legumi e derivati, frutta secca e semi oleosi, verdure, frutta, oli). Per i bambini dai 6 a 12 mesi la rappresentazione grafica include anche il latte materno.

Dato l’aumento delle famiglie che seguono un regime alimentare vegetariano, lo scopo di queste linee guida non è solo di aiutare e rendere consapevoli le singole persone direttamente, main si rivolge in particolare agli operatori sanitari, così che possano consigliare i genitori vegetariani in modo consapevole.

Parola alla specialista: cosa consigliamo ai genitori

“Mamme e papà vogliono essere sicuri di garantire ai bambini una dieta equilibrata. Chi è vegano o vegetariano difficilmente prende questa cosa con leggerezza. E si può fare: gli studi dimostrano che le diete vegetali sono compatibili con l’infanzia e l’adolescenza”, conferma Goggi. “Ai genitori consigliamo di in volta in volta le integrazioni da introdurre per non avere carenze di alcun tipo”, ha concluso la specialista.

Conoscendo l’età del bambino o dell’adolescente, seguendo le indicazioni del PiattoVeg, i professionisti della salute dal pediatra, al nutrizionista o il dietista, potranno costruire un menù giornaliero o settimanale adeguato al loro piccolo paziente.

Per quanto riguarda le vitamine, la B12 è l’unico nutriente che va assunto sotto forma di integratore, sia nel caso di una dieta vegana che nel caso di una dieta latto-ovo-vegetariana (cosa che accade anche per onnivori, che assumono questa vitamina solo grazie agli integratori aggiunti ai mangimi degli animali); mentre la vitamina D dipende dall’esposizione ai raggi solari e non dall’alimentazione: indipendentemente dal modello alimentare seguito è un nutriente a cui porre attenzione. 

Gli alimenti scelti per la composizione del piatto sono derivati dalla tradizione mediterranea, tutti disponibili nel nostro territorio.