In estate, complice il caldo, sale la pigrizia. In realtà, per chi soffre di emorroidi, la pigrizia e il “dolce far niente” potrebbero risvegliare le emorroidi e provocare disagi e dolore anche d’estate. «Per tenerle a bada e non soffrirne – spiega il dott. Andrea Rusconi, chirurgo generale di Humanitas San Pio X -, in molti casi è sufficiente adottare uno stile di sano e attivo, oltre a utilizzare terapie specifiche prescritte dal Medico. Più che di emorroidi, però, è necessario parlare di malattia emorroidaria, dal momento che le emorroidi sono morbidi cuscinetti di tessuto che esistono in condizioni fisiologiche nel canale anale di ciascun individuo e hanno la funzione di favorire la continenza e l’evacuazione delle feci. Quando le emorroidi si infiammano, la loro presenza viene avvertita distintamente perchè, gonfiandosi, generano fastidio, dolore, bruciore, prurito e sanguinamento, fino al prolasso negli stadi più avanzati della malattia emorroidaria. Sebbene sia un disturbo di cui le persone hanno reticenza a parlare, tuttavia soffrono di emorroidi oltre la metà degli over50, uomini e donne».

Come curarle dipende dal grado della malattia

Causate da vari fattori, tra cui stipsi, sedentarietà, sforzi eccessivi, gravidanze o attività lavorative che richiedono di restare a lungo in posizione eretta e predisposizione familiare, le emorroidi possono manifestarsi con svariati sintomi non solo al momento della defecazione. «Sebbene non si tratti di una malattia grave che comporta un rischio per la salute – continua l’esperto -, la valutazione con colonscopia permette di escludere la presenza di altre patologie del colon-retto, come il cancro colon-rettale. Inoltre, la visita specialistica con una valutazione diagnostica specifica (anoscopia, proctoscopia) permette di stabilire lo stadio della malattia emorroidaria e quindi il trattamento. In genere, quando le emorroidi interne non sono prolassate (I e II grado), è sufficiente modificare lo stile di vita (dieta ricca di fibre, regolare attività fisica, aumentare l’assunzione di liquidi) e, se sintomatiche, impiegare terapie topiche specifiche ad azione locale. Se questo non fosse sufficiente, e le emorroidi fossero prolassate, trombizzate o sanguinanti (III e IV grado), il trattamento può variare dalle procedure non chirurgiche come la legatura elastica delle emorroidi o le iniezioni sclerosanti, indicate in caso di sanguinamento, ed eseguibili in ambulatorio senza anestesia, fino all’intervento chirurgico: l’emorroidectomia tradizionale prevede l’asportazione chirurgica delle emorroidi all’interno del canale anale, la dearterializzazione ed emorroidopessi Doppler guidata (THD) prevede la legatura vascolare e la plicatura dei pacchetti emorroidari, infine, la mucoprolassectomia con suturatrice meccanica che consiste nell’accorciare il rivestimento mucoso all’interno del canale ano-rettale, prevede la resezione della componente di prolasso e il riposizionamento all’interno del canale anale del tessuto emorroidario».  

Emorroidi, consigli per limitare la sintomatologia

«Praticare una regolare attività fisica che non sforzi eccessivamente la muscolatura addominale, come nuoto, camminare, ginnastica dolce – continua l’esperto – aiuta a mantenere l’intestino regolare come pure una sana alimentazione ricca di frutta e verdura, con cereali integrali, pesce, carni bianche e legumi e di un adeguato apporto di liquidi. Questi accorgimenti favoriscono la regolarità intestinale e riducono il rischio di stipsi e di lesione del plesso emorroidario durante l’evacuazione. Sarebbe meglio evitare o almeno limitare i cibi irritanti come ad cioccolato, dolci, spezie, alcolici e insaccati.

Inoltre evitare il sollevamento di pesi (anche in casa o al lavoro) e stare fermi in piedi (posizione ortostatica) o in posizione seduta a lungo limita la comparsa di sintomatologia locale. E’ importante inoltre evitare periodi prolungati in toilette per evitare l’eccessiva congestione del plesso emorroidario e la conseguente irritazione locale a cui può seguire un’intensa sintomatologia».