Con le festività natalizie in arrivo, ci aspettano settimane caratterizzate da pranzi e cene con amici e parenti, con conseguenti cambiamenti nella nostra alimentazione quotidiana sia in termini di quantità sia in termini di tipo di alimentazione.

La pesantezza e la difficoltà a digerire sono due dei disturbi tipici degli eccessi a tavola. Ne parliamo con il dottor Marco Dal Fante, Responsabile di Gastroenterologia ed Endoscopia, in Humanitas San Pio X.

“La tradizione ci porta a trascorrere molte ore a tavola nel corso delle festività, esagerando con l’introito di calorie. In passato, nei mesi invernali era necessario mangiare di più per poter far fronte al bisogno di mantenere il calore corporeo intorno ai 37 gradi. Nei tempi moderni e nelle società occidentali, grazie ai comfort di cui disponiamo, non abbiamo più questa urgenza. Ciononostante, con l’inverno tendiamo a perdere le buone abitudini cui siamo un po’ più fedeli nei mesi caldi”, spiega lo specialista.

Sano stile di vita anche in inverno

“È bene dunque mangiare molta frutta e verdura, preferire i cereali integrali e le proteine magre, assicurarsi una corretta idratazione e dedicarsi a una regolare attività fisica. In inverno invece tendiamo non solo mangiare di più, ma anche a consumare piatti più complessi e più calorici, ricchi di grassi e zuccheri, che rendono difficoltosa la digestione.

Vari studi hanno poi collegato la diminuzione delle ore di luce a una minor disponibilità della serotonina, un importante neurotrasmettitore che permette di mantenere un buon tono dell’umore. In inverno, la serotonina rimane intrappolata nelle cellule nervose e ne consegue che il 6-10% della popolazione soffre di depressione stagionale, un disturbo che colpisce soprattutto donne adulte, e che porta a sfogarsi sul cibo quando si avverte una deflessione del tono dell’umore”, sottolinea il dottor Dal Fante.

Pesantezza: no alla “pennichella”

“Mangiare troppo e mangiare pesante si ripercuote sul processo digestivo, che diventa più complicato e più lento. Il sintomo caratteristico è la pesantezza post-prandiale, che fa venir voglia si sdraiarsi sul divano e concedersi la famosa pennichella. Questo è però da evitare: distendersi peggiora i sintomi e rallenta ulteriormente il processo digestivo; l’ideale è invece muoversi e fare due passi, anche all’aperto.

Dopo un pasto abbondante aumenta la produzione di acido cloridrico e se ci si sdraia la digestione è più lenta e si favorisce il rischio di reflusso gastroesofageo.

In questi casi si parla di reflusso occasionale, tipico degli eccessi a tavola”, precisa il dottor Dal Fante.