Il ginocchio è un’articolazione fondamentale del nostro organismo e permette di compiere moltissimi movimenti, come camminare, correre, piegarsi, fermarsi e girarsi rimanendo in equilibrio. È composto da cartilagine, legamenti, tendini e ossa e un danno a suo carico può favorire usura e artrosi.

“Come tutte le articolazioni, anche il ginocchio tende a usurarsi, cioè a consumarsi, proprio come accade agli ingranaggi di una macchina”, spiega il Professor Maurilio Marcacci, direttore dell’Unità di Chirurgia Protesica e Ricostruzione Biologica Articolare, attiva all’Istituto Clinico di Rozzano e in Humanitas San Pio X.

Il dolore alle ginocchia colpisce sia gli anziani sia le persone più giovani, come precisa il dottor Francesco Iacono, Responsabile di Chirurgia Protesica e Ricostruzione Biologica Articolare in Humanitas San Pio X: “Anche in persone giovani e attive, dolore e instabilità del ginocchio sono segnali di un processo di usura che, se non tempestivamente trattato, potrebbe portare ad artrosi precoce. Quando c’è dolore, intervenire prima che al danno iniziale segua anche un’alterazione dei rapporti e degli assi dell’articolazione – come la comparsa di varismo – può evitare, anche nei giovani, rigidità articolare e limitazioni del movimento”.

Artrosi negli over 80: autonomia a rischio

“Nei grandi anziani l’artrosi compare spesso in entrambe le ginocchia associata a varismo. Per di più, come in un circolo vizioso, dolore e rigidità articolare dovuti all’artrosi portano in breve tempo questi pazienti a perdere l’autonomia perché incapaci di muoversi, favorendo così la comparsa di patologie da sedentarietà come quelle cardiovascolari, sovrappeso e ipertensione. Alleviare il dolore e tornare a camminare, riuscendo così a seguire le raccomandazioni del proprio cardiologo, per esempio, significa ridare qualità di vita anche a pazienti molto anziani”, aggiunge il dottor Federico D’Amario, Responsabile di Ortopedia Protesica e Ricostruttiva Anca e Ginocchio di Humanitas San Pio X.

Gli obiettivi dell’intervento

“Nei giovani, l’obiettivo di un eventuale intervento è restituire al ginocchio il suo equilibrio biomeccanico, la sua funzionalità e una sempre migliore propriocettività (capacità di controllo del movimento, anche a occhi chiusi), grazie all’integrazione di terapie rigenerative e protesi che sostituiscono solo le aree danneggiate dell’articolazione e permettono al paziente di fare sport e recuperare una vita attiva”, sottolinea il dottor Iacono.

“Come dimostrato in letteratura e nella pratica chirurgica, gli anziani presentano spesso comorbidità e dunque più patologie compresenti. Evitare complicanze cardiovascolari riducendo tempo operatorio, anestesia e perdita di sangue, e risolvere il dolore, è l’obiettivo dell’intervento di protesi monocompartimentale chiamato one-stage-two-knees che, in una sola breve sessione operatoria di circa 55 minuti risolve il problema di entrambe le ginocchia”, prosegue il dottor D’Amario.

Le prospettive della ricerca

“Da anni con il mio staff stiamo lavoriamo alla realizzazione di una protesi biologica completa. Per questo ci stiamo concentrando sulla medicina rigenerativa dell’osso e della cartilagine, e sulla ricostruzione articolare, oltre a innovare costantemente le tecniche e le tecnologie medico-chirurgiche già in uso, in particolare per la ricostruzione legamentosa e i trapianti meniscali. Grazie a questo lavoro continuo, oggi è possibile realizzare e stampare in 3D protesi disegnate sull’anatomia del paziente che, impiantate con strumentari intelligenti di chirurgia computer assistita, permettono di non sentire la protesi e avere una migliore stabilità articolare che, in un giovane, significa qualità di vita”, conclude il professor Marcacci.