Il latte materno è l’alimento più adatto per il neonato, possiede infatti tutti i nutrienti necessari per la sua crescita, fin dai primi istanti di vita. Attaccare il neonato al seno fin da subito, laddove le condizioni di salute di mamma e bambino lo consentono, è molto importante: è l’inizio di un viaggio che i due compiranno insieme per diversi mesi e che sarà fatto di gestualità e ritualità, un viaggio prezioso per la crescita, la salute e la relazione affettiva.

L’allattamento al seno è fortemente promosso e sostenuto anche dall’Organizzazione Mondiale dalla Sanità, che raccomanda il latte materno come alimento esclusivo almeno fino al sesto mese di vita.

Quali i benefici per mamma e neonato? Ne parliamo con la dottoressa Paola Marangione, Responsabile di Neonatologia di Humanitas San Pio X.

Il primo latte: il colostro

Il latte materno è un concentrato di nutrienti adatto alla crescita del neonato e al suo benessere fin dai primi istanti di vita. Grazie alle sue proprietà uniche, il latte materno favorisce il corretto sviluppo del bambino e lo protegge da infezioni e malattie.

Il primo latte, che si chiama colostro, viene prodotto dal seno già durante la gravidanza e nei primi giorni di allattamento. È una sostanza densa, prodotta in poca quantità, ma dall’altissimo valore nutrizionale. Il colostro è povero di grassi, ricco di carboidrati, proteine e anticorpi, fondamentali per la difesa del neonato, come l’immunoglobulina secretoria A (IgA). La sua alta digeribilità lo rende poi perfetto per i primi giorni di vita del piccolo. Il colostro inoltre aiuta il neonato a eliminare le prime feci, favorendo così l’espulsione della bilirubina in eccesso e prevenendo l’ittero.

Il latte maturo

Attaccare il bambino precocemente, entro un’ora dalla nascita e allattarlo spesso, favorirà la produzione di latte maturo, che potrebbe avvenire già dopo 3-4 giorni dal parto. La quantità di latte inizierà ad aumentare e cambierà colore per apparire più liquido e più chiaro.

Il latte materno è davvero l’ideale per i bambini perché modifica la sua composizione nel tempo e anche durante la singola poppata: inizialmente il latte è più diluito ed è più povero di grassi e proteine, che invece aumentano a fine poppata, conferendo al bambino un senso di sazietà.

Proprio per adattarsi alle necessità di crescita del bambino, il latte cambia naturalmente la propria formulazione.

I benefici

Numerosi studi hanno dimostrato che l’allattamento al seno protegge il neonato dalle infezioni respiratorie, dall’asma e dalle otiti, riduce il rischio di diabete e di allergie, migliora il funzionamento dell’intestino e contribuisce a una migliore conformazione della bocca.

Allattare al seno inoltre stimola la naturale contrazione dell’utero, diminuendo il fisiologico sanguinamento post partum e consentendo all’utero di ritornare alle proprie dimensioni più velocemente, favorisce la perdita di peso, previene alcune forme di tumore al seno e all’ovaio e riduce il rischio di osteoporosi.

L’allattamento inoltre rafforza e rinnova quel legame unico tra mamma e bambino, garantendo al piccolo una crescita serena.

 

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con la dott.ssa Marangione, scomparsa prematuramente nel settembre 2019. La dottoressa Marangione ha diretto l’Unità Operativa di Neonatologia e Patologia Neonatale. La sua esperienza e competenza hanno contribuito alla crescita del Punto Nascita di Humanitas San Pio X e alla divulgazione di informazioni scientifiche chiare e corrette.