Per molti, lo stress di questo periodo si è riversato sull’intestino. Mal di pancia, diarrea o stitichezza, sono alcuni dei sintomi che alcune patologie intestinali come colon irritabile, coliti, diverticoli hanno in comune con gli effetti dello stress sull’apparato digestivo. Difficile fare diagnosi, e scoprire l’origine vera del malessere senza “guardare” dentro stomaco e intestino, ma è raccomandabile intervenire al più presto con una terapia adeguata e non sottovalutare i segnali che arrivano dal tratto gastrointestinale. Ne parliamo con il dottor Andrea Caprotti, responsabile medico di diagnostica per immagini di Humanitas San Pio X.

Paura della colonscopia? L’alternativa efficace e indolore

«Per la diagnosi delle patologie intestinali infiammatorie e per i tumori del colon-retto – spiega il dottor Andrea Caprotti -, la colonscopia ha dimostrato essere l’esame più efficace, sebbene sappiamo che talvolta possa risultare poco tollerabile dal paziente. Tuttavia, in presenza di sintomi intestinali, ma anche per valutare o monitorare l’andamento di una patologia già presente che può essersi riacutizzata in questo periodo, è importante eseguire esami diagnostici. Spesso ci chiedono esami diagnostici alternativi i pazienti che non desiderano sottoporsi alla colonscopia perché anziani o con più patologie (comorbidità) per esempio, cardiopatici con problematiche respiratorie, ecc.), oppure chi in passato si è sottoposto a colonscopie incomplete o mal tollerate, o solo per il disagio psicologico di approccio alla procedura. La colonscopia virtuale, chiamata anche colografia con TC è l’alternativa radiologica non invasiva del colon che senza introduzione di alcuna sonda endoscopica genera in tempo reale immagini tridimensionali di tutto l’intestino senza rischi né controindicazioni. Non solo è un’alternativa alla colonscopia reale, ma ha soppiantato definitivamente il clisma opaco a doppio contrasto perchè ha una maggiore specificità e sensibilità diagnostica anche nell’individuare precocemente polipi, diverticoli, neoplasie, coliti». 

Preparazione, tempi di esecuzione, procedura: come funzionano?

«La colonscopia virtuale è come un esame TC (Tomografia Computerizzata) – prosegue l’esperto -. Prevede l’introduzione per via rettale di un sottilissimo sondino per insufflare l’aria (anidride carbonica) che permette di distendere l’intestino, ma non richiede sedazione né mezzo di contrasto da iniettare per via endovenosa. E’ necessaria una preparazione con dieta priva di scorie, cioè senza frutta e verdure nei tre giorni prima dell’esame e l’assunzione di una sostanza organo iodato fornita dal servizio di radiologia il giorno prima dell’esame, per la marcatura dei residui fecali senza ricorso a lassativi. L’elaborazione dei dati con la TC è affidata a potenti software che consentono al radiologo di “navigare” virtualmente all’interno del lume del colon per identificare le differenti patologie. L’esame dura pochi minuti, e la sua “lettura” richiede al radiologo circa 30-45 minuti. In caso sia necessario un approfondimento, il paziente sarà invitato a sottoporsi alla colonscopia reale che consente anche di rimuovere i polipi durante l’esame, ad esempio. L’anidride carbonica insufflata nell’intestino viene assorbita in poche ore e – conclude l’esperto – subito dopo l’esame è possibile tornare alle proprie attività e alimentazione senza restrizioni».