C’è chi, le vacanze, inizia a prenotarle un anno prima, e chi, invece, aspetta il giorno prima dell’inizio delle ferie per prenotare un volo, fare le valigie e partire. «La modalità last minute non è adatta a tutti – spiega il professor Giampaolo Perna, direttore del Centro per i disturbi d’ansia e di panico presso l’Humanitas San Pio X a Milano -. In particolare, non è l’opzione migliore per le persone che soffrono d’ansia generalizzata perché l’organizzazione per tempo e il controllo di tutte le attività necessarie per arrivare al giorno della partenza, sono necessarie a evitare che l’ansioso aumenti lo stato d’ansia proprio e delle persone con cui viaggia, fino a star fisicamente e mentalmente male. Quindi, meglio non invitare una persona ansiosa a fare una vacanza improvvisata, perchè spesso l’ansioso entra in uno stato di malessere fisico e mentale che si può manifestare anche con sintomi evidenti quali difficoltà respiratorie, tachicardia, talvolta vomito, insonnia. Questo perché l’ansioso tollera poco l’inatteso, non ama i cambiamenti e non è reattivo a situazioni non pianificate o impreviste».

Dai biglietti per il viaggio, ai controlli dell’auto, fino alla disposizione delle valigie nel bagagliaio, al meteo, e agli spuntini da fare in viaggio, come Furio, il personaggio del film Bianco, Rosso e Verdone, l’ansioso ha la necessità di controllare e ricontrollare ogni minima attività. «L’ipercontrollo – continua il professor Perna – permette all’ansioso di partire e godersi la vacanza. Tuttavia, quando l’ansia è patologica e arriva a influenzare la vita quotidiana o un evento in genere tanto atteso, ma non dagli ansiosi, come la vacanza, ecco che l’ansia diventa un disturbo da curare. Va specificato che l’ansia in sé non è una patologia. L’ansia è amica quando mette la persona in condizione di prepararsi alla vacanza o ad altre situazioni come un esame o un colloquio di lavoro, per esempio, in modo da riuscire ad affrontare eventuali imprevisti».

Ansia: non portarla in vacanza

Quando l’ansia si manifesta in un contesto inappropriato, o non c’è alcun pericolo o difficoltà potenziale, come appunto prenotare una vacanza anche se last minute, allora gli esperti parlano di ansia patologica. «Mentre l’ansia amica è una buona alleata che aiuta a dare il meglio di sè nelle situazioni importanti – spiega il professor Giampaolo Perna -, l’ansia patologica può far sentire alla persona una limitazione della propria libertà di muoversi, di scegliere dove andare, di incontrare altre persone, di cogliere occasioni anche piccole come un last minute per andare in vacanza. In questi casi, per curare l’ansia è importante rivolgersi a un esperto, che Inizialmente valuterà anche la presenza di eventuali disturbi medici che possono causare la comparsa di stati d’ansia. La terapia può prevedere sia strategie come attività fisica regolare, esercizi di respirazione corretta, meditazione, ritmi di sonno equilibrati e sani stili di vita, in alcuni casi anche in combinazione con una terapia di tipo farmacologico e una psicoterapia di tipo cognitivo-comportamentale, personalizzata secondo le esigenze e le caratteristiche della persona. L’obiettivo della terapia infatti non è solo eliminare l’ansia, ma insegnare alla persona le strategie pratiche per poter stare bene – conclude l’esperto -. E dato che una pausa dalla routine quotidiana è sempre un’ottima scelta, anche per chi soffre di ansia, ecco che essere consapevoli del proprio disturbo e avere gli strumenti per gestirlo, aiuta non solo a organizzare e prenotare la vacanza ideale per se stessi, ma soprattutto di partire in serenità e non portarsi l’ansia in vacanza».