Quando si parla di metabolismo rallentato ci si riferisce al metabolismo basale, ovvero il dispendio energetico minimo necessario a mantenere le funzioni vitali (respirazione, circolazione sanguigna, digestione, attività del sistema nervoso, temperatura corporea, etc) e lo stato di veglia. Il metabolismo basale rappresenta circa il 45-75% del dispendio energetico totale nella giornata, tende a essere più alto negli uomini rispetto alle donne e tende a ridursi con l’età.

Un metabolismo basale lento può comportare un incremento ponderale associato a difficoltà a perdere peso.

Come ci spiega la dottoressa Eriselda Profka, endocrinologa in Humanitas San Pio X: “Le cause che portano a un metabolismo rallentato possono essere diverse: una dieta squilibrata, il digiuno prolungato, la sedentarietà, particolari momenti di stress, la mancanza di sonno o l’avanzare dell’età. Inoltre il metabolismo basale può essere influenzato anche dagli ormoni, in particolare dagli ormoni tiroidei (FT3 e FT4)”.

Il ruolo degli ormoni tiroidei

“Gli ormoni tiroidei, specialmente la T3, hanno importanti effetti nell’organismo ma la loro azione nell’adulto si manifesta prevalentemente a livello metabolico. Una ridotta azione di ormoni tiroidei, tipica dell’ipotiroidismo, provoca un rallentamento di tutti i processi metabolici. Le cause dell’ipotiroidismo sono diverse e vanno dalla predisposizione genetica, alla familiarità, ai fattori ambientali fino a processi infiammatori che possono scatenare la patologia. Tuttavia la sintomatologia dell’ipotiroidismo è correlata alla sua gravità e durata”, precisa la specialista.

Ipotiroidismo subclinico e ipotiroidismo conclamato

“L’ipotiroidismo subclinico rappresenta una condizione di deficit lieve-moderato di ormoni tiroidei. Tale disfunzione tiroidea è caratterizzata da un incremento dell’ormone tireostimolante (TSH) con ormoni tiroidei che, sebbene ancora normali, sono ai limiti bassi dei valori di riferimento considerati normali per la popolazione. I soggetti con ipotiroidismo subclinico possono essere completamente asintomatici oppure possono lamentare sintomi più sfumati da lieve carenza di ormoni tiroidei.

Al contrario, l’ipotirodismo conclamato è caratterizzato da ridotti ormoni tiroidei e dalla presenza di manifestazioni cliniche. La carenza di ormoni tiroidei può determinare una riduzione del metabolismo basale del 35-45 %. Inoltre i pazienti possono presentare in grado variabile altri sintomi come astenia, adinamia, rallentamento dei movimenti volontari, ridotto stato di vigilanza, sonnolenza, riduzione delle capacità mnemoniche, ritenzione idrica, bradicardia, aumento della pressione diastolica, stipsi, cute secca e pallida, capelli secchi, fragili e radi; alterazioni dell’assetto lipidico, anemia, alterazioni del ciclo mestruale e ridotta fertilità”, spiega la dottoressa Profka.

Diagnosi e terapia

“La diagnosi di ipotiroidismo viene effettuata attraverso il dosaggio ematico di TSH e FT4 e la terapia è farmacologica e consiste nell’assunzione di formulazioni a base di levotiroxina.

Nei casi in cui l’incremento ponderale risulti essere poco spiegabile dalle modificazioni dello stile di vita e si associ ad altri sintomi sovra citati potrebbe essere utile controllare la funzione tiroidea al fine di escludere una disfunzione della ghiandola e poter intervenire con terapie mirate”, ha concluso la specialista.