A guidare l’Unità della Caviglia e del Piede in Humanitas San PioX il dottor Federico Usuelli, chirurgo ortopedico specializzato nelle patologie di piede e caviglia. L’Unità grazie a tecniche chirurgiche e trattamenti innovativi ha come focus la cura di gravi deformità di caviglia e piede, con l’obiettivo principale di preservare il movimento della caviglia.
L’Unità è dedicata quindi alla cura dell’artrosi di caviglia e alla correzione delle deformità di piede (retropeide e avampiede) e caviglia.
Privilegia tecniche e protocolli di chirurgia percutanea e mini-invasiva all’avanguardia, per la cura dell’alluce valgo e, in generale, per il complesso piede e caviglia. L’obiettivo è di minimizzare il rischio di recidiva e ottimizzare il recupero precoce del paziente.
L’Unità è inoltre specializzata nella cure delle patologie e traumi che colpiscono gli sportivi, cartilagine e instabilità di piede e caviglia.

L’Artrosi di caviglia: la chirurgia che preserva il movimento

Traumi distorsivi reiterati o fratture ad alto impatto, come accade negli incidenti stradali che coinvolgono i motociclisti, sono all’origine del 75% dei casi di artrosi di caviglia, una patologia invalidante che, anche in giovane età, rende molto doloroso e, infine, impossibile camminare o anche solo stare in piedi. «La chirurgia protesica per questi pazienti giovani – spiega il dottor Federico Usuelli, -, di frequente è l’unica soluzione. Riconosciuta come il trattamento d’elezione per l’artrosi di caviglia, oggigiorno la protesi diventa fondamentale per preservare il movimento naturale della caviglia nel passo, ed evitare di sovraccaricare le articolazioni vicine, come la sottoastragalica o il ginocchio.
Il centro svilupperà protocolli fast/track, in base ai quali l’appoggio al paziente verrà’ concesso entro le 24 ore dall’intervento. La deambulazione piena senza tutori e funzioni essenziali come il ritorno alla guida vengono normlamente raggiunti entro i 2 mesi
Le patologie della caviglia però non riguardano solo l’artrosi. «Le distorsioni di caviglia – prosegue il dottor Usuelli – sono tra i traumi più frequenti specie tra gli sportivi. Da non sottovalutare come “incidente banale”, la distorsione di caviglia può dar luogo a lesioni legamentose che possono portare a instabilità di caviglia, o della cartilagine articolare (osteocondrali), pericolose perché tende a cronicizzarsi, fino a degenerare in artrosi. La chirurgia, eseguita secondo una tecnica mininvasiva per favorire il recupero e il rapido ritorno all’attività sportiva del paziente, è indicata quando l’instabilità di caviglia persiste e il paziente è soggetto a ripetute distorsioni. Tuttavia, non esiste un unico trattamento: in caso di lesioni osteocondrali associate, per esempio, il mio gruppo ha ideato e sviluppato tecniche artroscopiche per la rigenerazione articolare, che ricorrono all’utilizzo di membrane e cellule mesenchimali autologhe, ovvero prelevate dal paziente stesso, che oggi sono un riferimento per la letteratura scientifica.