Sono circa 3 anni, durante i quali, secondo le ricerche, i bimbi costruiscono le fondamenta della propria salute futura. Dal concepimento al terzo anno di vita, sono 1000 giorni di grandi trasformazioni sul piano fisico, psichico, motorio e relazionale, con i primi passi, le prime esperienze e parole. «Se alla nascita tutto ciò che serve alla crescita è garantito dal latte materno o formulato – dice il dottor Marco Nuara, neonatologo di Humanitas San Pio X intervistato a Radio 24 -, con lo svezzamento inizia l’educazione del bimbo a uno stile di vita sano. L’alimentazione infatti gioca il suo ruolo più importante per la salute del bambino nei primi 1000 giorni di vita. Confrontarsi con il pediatra aiuta a personalizzare lo svezzamento, evitando diete sbilanciate che predispongono il metabolismo del bimbo a malattie metaboliche e obesità. Non solo, parlare al bambino, leggergli fiabe, fargli ascoltare musica, fornirgli tutti gli stimoli possibili anche motori, aiuta lo sviluppo cognitivo. Non serve molto: amore e attenzione, contatto fisico e coccole. I neonati però non sono tutti uguali, e un buon pediatra è importante per sostenere i genitori in un percorso così importante della crescita, e rispondere alle loro tante domande».

Quanto pesa?

Non tutti i neonati hanno lo stesso peso alla nascita e neppure crescono tutti nello stesso modo. «Alla nascita – dice il pediatra – i bimbi con basso peso hanno la tendenza ad essere più fragili, potrebbero ammalarsi più facilmente, aver difficoltà ad attaccarsi al seno e mangiare poco, mentre quelli di peso sopra i 4 chili andranno più facilmente incontro a ipoglicemie, e avranno bisogno di mangiare di più e spesso. Il consiglio che diamo alle mamme subito dopo il parto è di controllare quanti pannolini bagna il bimbo ogni giorno, anzichè andare in ansia per il peso: 4-5 pannolini al giorno indicano che il bimbo è idratato, mangia e sta bene».

Dopo la poppata, il ruttino è sempre necessario?

«E’ una delle domande più frequenti che mi arrivano dai social – continua il pediatra – Non è necessario e se non lo fa non significa che non abbia gradito o digerito il latte. Ad ogni modo, meglio attenderlo tenendo il bimbo in una posizione eretta, a 45 gradi in avanti, e prestare attenzione al fatto che erutti aria e non associ al ruttino il rigurgito, perchè il rischio è che possa essere inalato».

Sonno, perché non ha un sonno continuo e si risveglia tante volte?

«Per tutti noi il sonno è nutrimento – sottolinea il dottor Nuara -. Tuttavia, alcuni hanno bisogno di dormire di più, altri di meno, alcuni hanno risvegli più frequenti, altri meno. La qualità del sonno è più importante della quantità di ore, e questo vale anche per i neonati. Se tra un risveglio e l’altro il bambino piagnucola, è agitato, allora bisogna vedere cosa lo disturba, e confrontarsi col pediatra; se la qualità del sonno è adeguata, tra un pasto e l’altro sta bene, si attacca al seno ed è facilmente consolabile, non c’è da preoccuparsi che il bimbo abbia un qualche disturbo del sonno».

Prevenzione della morte in culla, qual è la miglior posizione del bimbo?

«Nella sua culla a pancia in su, non a pancia sotto – dice il pediatra -. Inoltre bisogna assicurarsi che non sia troppo coperto, non sia esposto a fumo passivo, che la temperatura della stanza sia di 21 gradi con umidità ideale del 40%. Fino a un anno di vita, si raccomanda che il bambino dorma nella stanza dei genitori ma sempre nella sua culla. Abituare il bimbo a dormire nel lettone con i genitori, o con il contatto della mamma può rendere difficile il passaggio, a dodici mesi, nella sua cameretta».

Dal latte materno, al latte vaccino o latte vegetale, come orientarsi?

Il latte vaccino, talvolta, viene introdotto nell’alimentazione del bambino fin dal primo mese di vita. «Va però adattato al bambino – spiega il dottor Marco Nuara – perchè il latte vaccino contiene 3 volte più proteine del latte materno. Il latte vaccino adattato è meno ricco di proteine perchè l’eccesso di proteine animali nei primi 1000 giorni di vita comporta una programmazione del bambino a sviluppare, da grande, malattie metaboliche. In alternativa al latte materno o a quello vaccino adattato, si può offrire latte vegetale di riso o di soia formulato, cioè quello della farmacia, non quello del supermercato».

Svezzamento, perchè molti bimbi rifiutano le verdure?

Lo svezzamento ha regole precise in termini di nutrienti necessari alla crescita, ma si adatta anche al bambino e alle abitudini della famiglia. «Ai bambini serve il buon esempio – spiega il dottor Marco Nuara, pediatra dell’Ambulatorio Baby Green -. É inutile insistere affinché mangino le verdure se in famiglia non c’è l’abitudine a consumarle. Lo stesso discorso vale per le famiglie vegetariane che si domandano se per evitare carenze nutrizionali al proprio bambino sia necessario fargli mangiare la carne. In realtà il bambino può crescere vegetariano, meglio se seguito da un pediatra esperto in alimentazione vegana e vegetariana, facendo solo attenzione a garantire la supplementazione di vitamina B12, importante per la crescita e lo sviluppo cognitivo. L’introduzione dello svezzamento serve a complementare i nutrienti del latte materno o formulato, perchè dai 6 mesi le necessità nutrizionali del bambino aumentano e oltre al latte c’è bisogno di più grassi, carboidrati e ferro, dalla carne o dai legumi, proteine, vitamine e sali minerali. Non c’è una regola su quali cibi inserire prima o dopo, come si pensava un tempo. I genitori possono decidere come comporre il pasto, l’importante è che siano presenti tutti i nutrienti necessari, nelle corrette quantità. Infine, se il bambino sembra poco interessato, può essere utile giocare con il cibo, preparare verdure di forme strane, mangiare con le mani, perchè mangiare deve essere sempre e comunque un piacere. E divertendosi si impara più volentieri».

Primi passi, prima si gattona e poi si cammina?

Non tutti i bambini iniziano a gattonare prima di camminare. «Non c’è una regola – dice il pediatra -. Alcuni bimbi, iniziano a gattonare già a 8 mesi, altri si spostano sul sedere o strisciano ma non gattonano, altri dopo avere iniziato a camminare gattonano. Ogni bambino ha i suoi tempi, e più che parlare di tempistiche bisogna riconoscere i talenti dei bambini, e stimolarli, senza esagerare e senza ossessioni. In caso di dubbi, sarà il pediatra a verificare che lo sviluppo del bimbo sia nei limiti della norma».

Bimbi sani crescono: di quali stimoli hanno bisogno?

Il bambino non va forzato ad imparare. «Imparare è più facile se si è sereni e felici, ma vanno rispettati i tempi del bambino – sottolinea il pediatra – Inutile forzare i tempi. Per crescere sano e imparare ad amare, il bambino va accudito con amore. I bambini trascurati, infatti, non sviluppano appieno tutte le aree del loro cervello. Parlargli, di qualunque cosa, fin dalla nascita contribuisce a sviluppare i suoi centri della parola e, con lo sviluppo del linguaggio, anche la capacità di dare un nome alle cose, premessa per conoscere meglio e meglio rappresentare la realtà. La musica, specie se classica, stimolerà nel bambino le stesse aree cerebrali utilizzate nel ragionamento e nel calcolo, mentre il gioco, è fondamentale per lo sviluppo cerebrale e quello affettivo, rende il bambino più creativo, più capace di attenzione, più curioso, meno teso, più socievole, più sicuro di sé».