Milano è la città in Italia in cui più donne si affidano all’anestesia epidurale al momento del parto: la scelgono il 35% delle future mamme. Il dato – emerso durante il convegno della Società Italiana di Anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), che si è tenuto a Palermo lo scorso 10 ottobre – è ancora molto basso se paragonato alle percentuali europee: in Svezia scelgono di partorire “senza dolore” il 66% delle donne, seguono la Spagna (56%) e la Francia (43%).

Secondo un’analisi pubblicata dal Corriere della Sera, uscito oggi, in particolare Humanitas San Pio X è in prima linea nell’applicazione dell’anestesia epidurale, raggiungendo un percentuale pari al 47% dei parti, la più alta tra gli ospedali di Milano, secondo i dati raccolti dalla società di specialisti.

Epidurale: a cosa serve e come si somministra?

L’epidurale (o peridurale) è un tipo di anestesia e/o analgesia che consente di annullare la percezione del dolore nel corso di un intervento chirurgico o nel periodo post-operatorio.
L’anestetico viene iniettato nello spazio peridurale (prima del liquido cerebrospinale), a livello della colonna vertebrale lombare o toracica o caudale.

L’iniezione non è dolorosa: si utilizza, previa anestesia locale, un ago attraverso il quale viene posizionato nello spazio peridurale un piccolissimo cateterino ,attraverso il quale vengono somministrati boli di farmaci analgesici e/o morfinici. Il pieno effetto e beneficio si avverte in circa venti minuti.

L’epidurale è pericolosa?

La peridurale eseguita da personale esperto e qualificato è una tecnica sicura ed abitualmente priva di complicanze. Il disturbo più frequente dopo il parto è il mal di schiena, un dolore transitorio presente anche in donne che non sono state sottoposte ad analgesia peridurale, probabilmente dovuto al riassetto della postura. L’eventuale complicanza più frequente (circa un caso su mille) è il mal di testa, che compare il giorno dopo il parto, se per problematiche anatomiche e tecniche, viene perforata la membrana dura madre durante l’esecuzione della manovra. Con il riposo in posizione supina, idratazione e terapia analgesica, la sintomatologia si risolve entro pochi giorni.
In realtà in alcune patologie ostetriche come l’ipertensione, la pre-eclampsia o le cardiopatie materne, oppure malattie del bambino, la peridurale può essere molto utile per risolvere situazioni difficili con minore stress. Se la mamma sta bene, anche il bambino sta bene: se diminuisce lo stress emotivo e lo stress determinato dal dolore nella mamma, la perfusione placentare migliora ed il bambino ne trae sicuramente beneficio.
Inoltre, iniettando direttamente gli analgesici nello spazio epidurale, si esercita un’azione diretta sulle radici nervose che permette di ridurre al minimo i dosaggi dei farmaci e quindi gli effetti collaterali per la mamma ed il bambino.
Il continuo controllo delle funzioni vitali prima, durante e dopo l’anestesia/analgesia consente di prevenire eventuali complicazioni che potrebbero manifestarsi in seguito alla manovra.
In sala parto, tale presidio costituisce certamente uno strumento di sicurezza: una volta posizionato, in qualunque momento dovesse presentarsi un’emergenza che potenzialmente metta in pericolo la salute della mamma e/o del bambino, cambiando la concentrazione o la composizione dei farmaci è possibile convertire un’analgesia in un’anestesia ed effettuare prontamente un taglio cesareo in sicurezza.

Serve una preparazione?

Non occorre nulla di particolare; i medici raccomandano di mangiare pasti leggerii e bere acqua o bevande zuccherate (thè, camomilla, non succhi di frutta o bevande gasate).