Il ginocchio è un’articolazione molto sollecitata, anche per chi non pratica attività sportive, perché consente la normale deambulazione e deve essere funzionale per lungo tempo.

Le patologie a carico del ginocchio possono essere, quindi, sia degenerative (artrosi) sia post traumatiche (lesioni dei legamenti crociati, lesioni meniscali e cartilaginee).

A questo proposito, insieme al dottor Francesco Iacono, Responsabile di Chirurgia Protesica e Ricostruzione Biologica Articolare in Humanitas San Pio X, abbiamo risposto alle vostre domande in diretta su Facebook.

È sbagliato fare attività motoria quando si accusa dolore al ginocchio?

Se il dolore è di tipo funzionale, cioè non esiste una patologia che giustifichi il dolore, la ginnastica è sicuramente molto utile, in quanto con l’esercizio fisico si favorisce la flessibilità e il trofismo muscolare, quindi si migliora l’elasticità dell’articolazione, del movimento. Questo anche in presenza di dolore. La cosa più difficile è convincere il paziente che l’esercizio fisico rappresenta il trattamento per ridurre la sintomatologia dolorosa. Logicamente, gli esercizi devono essere proporzionati alle caratteristiche fisiche e all’età del paziente.

Se dalla risonanza magnetica risulta una lesione del menisco non grave, ma una cartilagine ridotta e artrosica, che cosa si può fare (a sessant’anni)?

Innanzitutto, è fondamentale visitare la paziente e vedere com’è l’asse dell’arto. Probabilmente, vista la sua età, si tratta di un’usura meniscale con una condropatia rotulea, che sarà stata evidenziata alla risonanza magnetica. Poiché ci troviamo di fronte a uno stadio iniziale di artrosi, consiglio di effettuare un trattamento conservativo, quindi della terapia fisica ed eventualmente medica e, solo se questo fallisse, considerare in futuro un intervento chirurgico. Questo perché, in queste condizioni, spesso un’artroscopia (la pulizia articolare) produce degli effetti contrari, in quanto peggiorerebbe la sintomatologia.

In menopausa possono insorgere problematiche legate al ginocchio?

Durante la menopausa sono molto frequenti i dolori a carico delle articolazioni, soprattutto, del ginocchio, e muscolo-tendinei. Secondo uno studio americano, addirittura più del 50% delle donne lamenta dolori in questo periodo, che rappresentano il sintomo più fastidioso con il quale convivere. Ciò è dovuto alla riduzione del livello degli ormoni estrogeni durante la menopausa che determinano una ridotta idratazione dei legamenti e della cartilagine articolare che, a sua volta, causa infiammazione e, quindi, dolore e limitazione funzionale.

Come intervenire? È fondamentale una stretta collaborazione tra ginecologo, ortopedico (che deve integrare l’eventuale terapia prescritta dal precedente con degli esercizi fisici per una buona riabilitazione funzionale) e fisiatra. Molto utili in questa fase sono anche le infiltrazioni articolari locali di acido ialuronico per l’effetto lubrificante o il concentrato piastrinico, il cosiddetto PRP, che è un plasma arricchito di piastrine per l’effetto antinfiammatorio. Grazie alla presenza di fattori di crescita rilasciati dalle piastrine, anche i processi riparatori vengono accelerati.

Mentre camminavo mi è ceduto il ginocchio e successivamente è comparso il dolore. Che cosa devo fare?

In questo caso occorre valutare lo stato del trofismo muscolare e bisogna considerare l’eventuale patologia femoro-rotulea, perché il senso di instabilità non sempre è legato a una lesione del crociato anteriore, come si potrebbe pensare. Quindi, potrebbe trattarsi di un semplice disturbo funzionale, facilmente risolvibile. In ogni caso, penso che sia utile l’anamnesi e la risonanza magnetica per capire quale sia la vera causa del cedimento e, soprattutto, se quest’ultimo sia verificato altre volte.

Che relazione intercorre tra alimentazione e ginocchia?

Sicuramente è necessaria una corretta alimentazione, soprattutto in menopausa, per il controllo del peso e per fornire all’organismo il giusto apporto di calcio, di vitamina D e di antinfiammatori naturali (contenuti nella frutta e verdura).

Vorrei aumentare l’esercizio fisico per ridurre il peso, ma temo che alcune attività siano pericolose per le articolazioni, soprattutto le ginocchia, proprio a causa del peso in eccesso. Quali sono gli sport più indicati?

Nel suo caso è possibile eseguire attività in scarico, cioè eliminando o riducendo il sovraccarico dovuto al peso del corpo. Quindi, esercizi a corpo libero su tappetino, cyclette, ginnastica in acqua, nuoto. Da evitare la corsa, i salti e gli esercizi che richiedono ripetute flessioni delle ginocchia sotto carico.

Nel 2010 mi sono sottoposta a intervento al menisco mediale e poiché ultimamente sento dei dolori provenienti sempre dalla zona operata, ho fatto degli altri controlli. Dall’ecografia risulta una ciste parameniscale vicino al legamento collaterale mediale con contenuto di liquido. Il fisiatra mi ha consigliato infiltrazioni di cortisone. È corretto? Non ci sono alternative meno invasive?

Prima di procedere con il trattamento, è fondamentale accertare che il dolore sia dovuto alla cisti parameniscale mediale da Lei riferita, che solitamente è conseguenza di un problema all’interno dell’articolazione. Perciò, consiglio di fare una risonanza magnetica del ginocchio e sottoporsi a visita ortopedica.

È possibile evitare l’artrosi?

L’artrosi è una malattia da usura e quindi non si può evitare, ma non tutti hanno problemi per cui dover ricorrere all’ortopedico. Il consiglio è di andare regolarmente in palestra eseguendo esercizi di stretching per aumentare la flessibilità e il rinforzo muscolare, fare cyclette e ginnastica in acqua.

Sono candidato alla protesi monocompartimentale. In quanto tempo avrò il recupero totale della gamba e potrò tornare ad andare in bicicletta?

La protesi monocompartimentale, a differenza della protesi totale, è meno traumatica per il paziente, prevedendo il rivestimento del solo compartimento compromesso, lasciando intatte le altre strutture compresi i legamenti, con riduzione delle perdite di sangue e del dolore post-intervento. Perciò, se tutto va bene, dopo un mese il paziente è in grado di svolgere le comuni attività quotidiane, anche guidare, ma può essere presente gonfiore, fastidio e riduzione del tono muscolare. Per un recupero totale deve considerare sei mesi.

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