Humanitas San Pio X ha ospitato venerdì 24 novembre il Congresso nazionale “Russamento e Apnee del sonno: malattia individuale e sociale”.

Come ci ha raccontato il dottor Fabrizio Salamanca, referente del Centro per la Diagnosi e Cura della Roncopatia di Humanitas San Pio X e coordinatore scientifico del congresso: “Il Congresso ha avuto un grande successo e ha visto la partecipazione di moltissimi specialisti da tutta Italia, anche grazie all’approccio multidisciplinare con cui abbiamo pensato questo importante appuntamento. La roncopatia cronica infatti interessa diverse specialistiche. In ambito internazionale si parla di Obstructive Sleep Apnea Syndrome (OSAS), conosciuta in Italia come roncopatia cronica, che comprende il russamento (semplice o patologico) e la sindrome delle apnee notturne ostruttive.

Molti i temi al centro della giornata: la diagnosi e il trattamento delle apnee notturne, con uno sguardo alla chirurgia mininvasiva; il legame tra apnee e tumori; una revisione delle app che calcolano il rischio di sindrome di apnee notturne ostruttive condotta dal dottor Fabrizio Costantini”.

Le apnee e il russamento patologico

“Si parla di apnee per indicare i momenti di ostruzione respiratoria superiori ai 10 secondi, dovuti al collasso di una parte delle vie aeree superiori durante il sonno. L’effetto immediato è l’abbassamento del livello di ossigeno nel sangue con conseguenti alterazioni delle funzioni di altri organi (cuore, cervello, polmoni, reni). I pazienti affetti gravemente dalla patologia possono arrivare ad avere oltre 40 apnee ostruttive ogni ora. Il russamento patologico, invece, è un quadro clinico che impedisce uno stato di sonno profondo e che causa continui microrisvegli, fino a 400 in 6/7 ore”, spiega il dottor Salamanca.

Esiste poi il russamento semplice, che consente il sonno profondo, è senza apnee, non è patologico e dunque non ha ripercussioni sulla salute. Può comunque inficiare la qualità del sonno di chi dorme accanto al russatore.

Apnee notturne: le novità nella diagnosi e nei trattamenti

“La sindrome delle apnee notturne ostruttive è stato uno dei temi al centro della giornata; un tema su cui si è discusso non solo in termini di diagnosi (in ambito otorinolaringoiatrico, ma anche neurologico e pneumologico), ma anche in termini di trattamento, sia con le terapie ventilatorie notturne, sia con la chirurgia, che è sempre più mininvasiva. Abbiamo spiegato come si eseguono gli interventi grazie a video in 3D: questo ci ha permesso di far vedere anche ai colleghi non chirurghi come viene effettuato questo tipo di intervento e di mostrare loro le nuove tecniche che adottiamo in Humanitas San Pio X”, ha sottolineato il dottor Salamanca.

Apnee e tumori delle prime vie aeree: quale legame?

Particolarmente importante poi il legame tra la sindrome delle apnee ostruttive del sonno e i tumori delle prime vie aeree. Il dottor Pietro Salvatori, Responsabile di Otorinolaringoiatria di Humanitas San Pio X e coordinatore scientifico del congresso, ha spiegato come gli ultimi dati disponibili in letteratura suggeriscano una correlazione su due fronti. “Da un lato, emerge come chi soffre di apnee notturne abbia una probabilità maggiore di insorgenza di un tumore delle prime vie aeree; dall’altro, come il russamento e le apnee notturne possano essere un primo segnale della presenza di un tumore delle prime vie aeree. I pazienti che si sottopongono a trattamenti contro un tumore poi, come la radioterapia, è possibile sviluppino apnee e russamento”, ha specificato il dottor Salamanca. 

Troppo poche le diagnosi

“Al Congresso era presente anche il presidente AIPAS (Associazione Italiana Pazienti con Apnee del Sonno), a dimostrare quanto il tema sia attuale e importante. Questa patologia purtroppo è misconosciuta, la percentuale di soggetti che ne soffrono è altissima ed è in continuo aumento. Si pensi però che circa l’80% dei casi non è diagnosticato. I Centri multispecialistici capaci di farsi carico di questi pazienti dalla diagnosi alla cura infatti non sono molti; in Humanitas San Pio X abbiamo iniziato a occuparci di loro nel 1994 e siamo un centro di riferimento per questa patologia.

I sintomi sono spesso sottovalutati, il russamento viene considerato solo un fastidio, ma alla sua base potrebbero esserci cause patologiche. È pertanto importante consultare il medico in presenza di questo sintomo”, raccomanda il dottor Salamanca.

Russamento e apnee notturne inficiano la qualità del sonno, con inevitabili ripercussioni sulla qualità di vita. È pertanto fondamentale insistere sul concetto di multidisciplinarietà, affinché otorinolaringoiatri, pneumologi, cardiologi, odontoiatri, neurologi e medici di medicina generale collaborino per la migliore presa in carico del paziente, verso una medicina personalizzata.