Padre Esterino, cappellano di Humanitas San Pio X augura a tutti i pazienti e operatori un sereno Santo Natale.

“Come diceva Alberto Moravia – dice Padre Esterino – il Natale è oggi diventato come quelle antiche anfore romane che ogni tanto i pescatori tirano fuori dal mare con le loro reti, tutte ricoperte di conchiglie e di incrostazioni marine che le rendono irriconoscibili. Per ritrovare la forma, bisogna togliere tutte le incrostazioni. Così per il Natale. Il consumismo, le feste mondane, le abbuffate natalizie ne hanno offuscato il significato autentico. Il Natale è il giorno con cui celebriamo Dio che si fa bambino tra noi e la venuta di Dio ci dimostra che nel mondo c’è del bene, lo stesso che troviamo anche nel nostro ospedale dove ogni giorno gli operatori si dedicano con cura e amore all’assistenza dei malati. Il Natale deve essere anche l’occasione per pensare alla semplicità della grotta di Betlemme, qualità che ciascuno di noi dovrebbe avere, nell’essere persone umili, che realizzano se stesse senza danneggiare gli altri. Dovremmo infine perseguire la pace, quella con noi stessi, ma anche con chi ci circonda e fare in modo che armonia, collaborazione e rispetto reciproco ci guidino nelle relazioni personali, lavorative e non. Per essere felici, raccomando come il maestro raccomandò al suo discepolo, di fare felici gli altri”.

Gli auguri sono stati condivisi durante la prima S. Messa di Natale, dedicata a dipendenti e collaboratori dell’ospedale, celebratasi venerdì 20 dicembre in occasione dell’apertura della nuova cappella di Humanitas San Pio X.

“Con la prima Messa – spiega Padre Esterino – ho benedetto la nostra nuova cappella, che si trova ora in uno spazio moderno, che favorisce il raccoglimento e la preghiera, ed è accogliente e più facilmente raggiungibile dai pazienti, dai loro famigliari e dagli operatori. Grazie ai lavori, le Sante Messe tenute presso la nuova cappella potranno essere trasmesse anche nelle camere di degenza dei pazienti attraverso il circuito tv interno; una bella novità che ci permetterà di essere vicini nei momenti di preghiera anche ai malati che non possono raggiungere la cappella”.