In gravidanza, il corpo di una donna va incontro a moltissimi cambiamenti: sono tante e nuove infatti le esigenze che richiede la presenza di un bambino nell’utero, a partire dai primissimi giorni di gestazione.

Proprio l’utero, che per nove mesi sarà la culla del feto, cambia soprattutto in termini di dimensione, un fenomeno necessario per accompagnare la crescita del bambino settimana dopo settimana. Ne parliamo con il dottor Stefano Acerboni, Specialista in Ostetricia e Ginecologia in Humanitas San Pio X.

“L’utero in gravidanza si estende e cresce in modo esponenziale. Prima della fecondazione, l’utero è grande quasi come una pera, è lungo circa 8 centimetri, pesa circa 50-60 grammi e si trova in profondità nella pelvi” spiega il medico.

L’utero nel primo trimestre

A circa 12 settimane di gravidanza, il feto è lungo 6 cm, l’utero è già cresciuto un po’ e ha le dimensioni di un grosso pompelmo. La sua crescita è possibile grazie all’aumentato apporto di sangue che contribuisce a soddisfare le esigenze della placenta e del feto. Alla fine del primo trimestre sarà possibile sentire l’utero attraverso la cavità addominale perché inizierà a superare la pelvi e a invadere la cavità addominale.

L’utero nel secondo trimestre

Nel secondo trimestre, il feto inizia a crescere davvero di peso, chiedendo alla placenta 100 grammi alla settimana, mentre l’utero raggiunge le dimensioni di un piccolo melone. Continua a occupare la cavità addominale e si estende oltre il bacino, a metà strada tra l’ombelico e il seno e man mano che cresce, sposta gli altri organi dalla loro posizione naturale, comprimendo per esempio lo stomaco e gli altri organi dell’apparato digerente.

In questo periodo viene misurata in centimetri la distanza tra l’osso pubico e il fondo dell’utero (distanza sinfisi-fondo) al fine di verificare la costante crescita dell’utero che dovrebbe essere di un centimetro alla settimana. La misurazione varia in base alla costituzione della donna, al fatto che la gravidanza sia singola o multipla e alla quantità di liquido amniotico presente.

L’utero nel terzo trimestre

Durante il terzo trimestre il feto cresce di 200 grammi alla settimana, mentre l’utero crescerà fino alla 37a settimana per poi fermarsi, anche perché ha ormai raggiunto dimensioni simili a quelle di un’anguria e a fine gravidanza si estende dall’area pubica fino alla base della gabbia toracica.

Il suo necessario spostamento potrebbe favorire l’insorgenza di piccoli disturbi e dolori, sia a livello di digestione sia a livello della vescica: questa infatti sarà sempre più sottoposta a pressione e faticherà a contenere l’urina con conseguente bisogno di urinare spesso. Il disagio potrebbe avvertirsi anche a livello della cassa toracica, con dolore alle coste. A fine gravidanza l’utero è lungo circa 35 centimetri e pesa un chilo, un chilo e mezzo.

Pian piano che ci si avvicina alla data presunta del parto, il feto inizia a scendere verso il basso, per prepararsi alla nascita.

E dopo il parto?

L’utero si riduce di volume subito dopo il parto di circa due terzi.

“Durante le sei settimane successive al parto, l’utero tenderà a ridursi ancora di più, ritornando sempre più piccolo e riacquistando la dimensione e la posizione che aveva prima della gravidanza.

Questo processo si chiama “involuzione” e riguarda anche il collo uterino (che risulterà dopo un mese dal parto chiuso, come era prima del travaglio)” conclude il medico.